Zero Trust: Perché nel Web moderno "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

Zero Trust: Perché nel Web moderno "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

Nel vecchio mondo dell'informatica, la sicurezza era come un castello: una volta superato il ponte levatoio (la password), eri libero di girare per tutte le stanze. Oggi quel modello è morto. Nel mondo della Zero Trust Architecture (ZTA), ogni singola porta ha una guardia che ti chiede i documenti, ogni volta che provi ad aprirla. Non importa se sei già dentro il castello: nessuno si fida di te a prescindere.

La Storia: Il crollo delle mura del castello
Per decenni, la sicurezza aziendale si è basata sul concetto di "Perimetro". Le aziende creavano una rete interna (sicura) e una esterna (pericolosa). Se eri in ufficio, eri "dentro" e avevi accesso a tutto.
Tuttavia, con l'esplosione del lavoro da remoto, dei dispositivi mobili e del Cloud, il perimetro è sparito. Il termine "Zero Trust" è stato coniato nel 2010 da John Kindervag di Forrester Research, ma è diventato una necessità assoluta solo negli ultimi anni, quando ci siamo resi conto che la maggior parte degli attacchi partiva proprio dall'interno, sfruttando account già "fidati".

L'Evoluzione: Dal controllo dell'ufficio al controllo dell'identità
L'evoluzione della sicurezza è passata da "dove ti trovi" a "chi sei":
L'era delle VPN: Prima usavamo le VPN per "entrare" in ufficio digitalmente. Ma una volta dentro, un virus poteva infettare tutto.
Il passaggio alla ZTA: Oggi non ci si connette più a una rete, ma a singole applicazioni. L'accesso è granulare: se sei un contabile, vedi solo le fatture, non il codice sorgente del software.
Verifica continua: La ZTA non controlla solo la tua password. Controlla se il tuo PC è aggiornato, se ti stai collegando da un luogo insolito o se il tuo comportamento è sospetto. È una sicurezza "intelligente" che non dorme mai.

Curiosità: Quello che non sai sulla "Fiducia Zero"
Non è un software, è una filosofia: Non puoi "comprare" la Zero Trust in una scatola. È un modo di pensare l'informatica dove l'identità è la nuova barriera.
Google è stata la pioniera: Dopo un massiccio attacco subito nel 2009 (Operazione Aurora), Google ha eliminato le reti privilegiate interne creando il progetto BeyondCorp, diventando di fatto il primo grande esempio mondiale di Zero Trust.
Meno frustrazione, più sicurezza: Anche se sembra restrittivo, la Zero Trust spesso elimina la necessità di complicate VPN che rallentano il lavoro, sostituendole con accessi rapidi ma estremamente controllati.

In conclusione..
La Zero Trust è la risposta inevitabile a un mondo dove il pericolo non bussa più solo alla porta principale, ma può nascondersi in ogni smartphone o computer portatile collegato al Wi-Fi di un bar. Passare a questo modello significa smettere di sperare che nessuno entri e iniziare a garantire che, anche se qualcuno entrasse, non possa fare danni.

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