Dirottamento di Sessione: Quando un Hacker "Ruba" la tua Identità Digitale

Dirottamento di Sessione: Quando un Hacker "Ruba" la tua Identità Digitale

Nel nostro viaggio attraverso l'architettura di rete, abbiamo esplorato il Modello ISO/OSI e il suo Livello di Sessione. Ma cosa succede quando quel livello viene compromesso? Benvenuti nel mondo del Session Hijacking (dirottamento di sessione), una delle minacce più insidiose perché permette a un attaccante di scavalcare completamente le tue password.

La Storia: L'illusione della porta chiusa
Agli albori del web, la sicurezza si concentrava quasi solo sul momento del login. Una volta inserita la password, il server ti "riconosceva" tramite un ID di sessione (spesso un cookie).
Il problema storico era che queste sessioni non erano sempre criptate. Negli anni '90 e primi 2000, un hacker sulla stessa rete Wi-Fi poteva intercettare questo ID e usarlo per "convincere" il server di essere te, senza mai aver visto la tua password. Era come se un ladro non scassinasse la porta, ma rubasse le chiavi al proprietario mentre questi stava già entrando.

L’Evoluzione: Dal "Fiutare" i dati al furto dei Cookie
Con il passaggio di massa all'HTTPS, intercettare i dati in transito è diventato più difficile, ma l'evoluzione del dirottamento non si è fermata:
Session Sniffing: La tecnica classica di intercettare pacchetti su reti non protette.
Predicted Session ID: In passato, gli ID di sessione erano generati in modo prevedibile. Gli hacker potevano "indovinare" il numero della sessione successiva e rubarla prima ancora che l'utente legale entrasse.
Cross-Site Scripting (XSS): Una tecnica moderna dove un attaccante inietta codice malevolo in un sito affidabile per rubare i cookie direttamente dal browser dell'utente.
Session Fixation: Qui l'hacker "prepara" una sessione e induce la vittima a usarla (tramite un link malevolo), prendendone poi il controllo una volta che la vittima ha effettuato il login.

Curiosità: Il caso "Firesheep"
Nel 2010, un'estensione del browser chiamata Firesheep dimostrò al mondo quanto fosse facile il Session Hijacking. Premendo un tasto in un bar con Wi-Fi pubblico, chiunque poteva vedere le sessioni aperte di Facebook, Twitter e Amazon degli altri clienti e "entrare" nei loro profili con un clic. Fu questo scandalo a spingere i grandi siti web ad adottare la crittografia totale (HTTPS) su ogni pagina, non solo su quella del login.

Difesa nel 2026: Zero Trust e Token Dinamici
Oggi, per proteggerci dal dirottamento, non basta più la crittografia base. Le strategie moderne includono:
MFA Adattiva: Se il sistema rileva che la tua sessione è iniziata a Milano e un secondo dopo viene usata da un IP a Singapore, la sessione viene chiusa istantaneamente.
Binding della Sessione: L'ID di sessione viene legato non solo ai cookie, ma anche a caratteristiche uniche del tuo dispositivo e della tua impronta digitale (browser, risoluzione, OS). Se l'hacker ruba il cookie ma ha un computer diverso, il server lo blocca.
HSTS (HTTP Strict Transport Security): Un protocollo che impedisce al browser di comunicare in modo non protetto, eliminando il rischio di intercettazione base.

Conclusione..
La vigilanza è la chiave
Il dirottamento di sessione ci insegna una lezione fondamentale: la sicurezza non è un evento singolo (il login), ma un processo continuo. Nel contesto della Sicurezza Cyber e dell'evoluzione tecnologica che stiamo trattando nel blog, capire come vengono gestite le nostre sessioni ci aiuta a capire perché è vitale non ignorare mai gli avvisi del browser e usare sempre connessioni protette.
Ti è mai capitato di ricevere un avviso di "accesso da un nuovo dispositivo" sospetto? Quello potrebbe essere stato un tentativo di hijacking sventato!


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